Tra i grandi giocatori del passato che tutti abbiamo amato pur non avendoli conosciuti personalmente, quello che mi ha maggiormente colpito e del quale mi piacerebbe acquisirne estro e fantasia è sicuramente Paul Morphy. Questo grandissimo giocatore vissuto nella seconda metà del XIX° secolo nella sua pur brevissima carriera venne universalmente riconosciuto come il più grande scacchista del mondo. Lo stile di questo fenomenale giocatore è stato descritto, meglio di chiunque altro, dal grande Capablanca: "Contrariamente all'opinione comune, frutto dell'ignoranza, la forza principale di Morphy non risiedeva nel suo potere combinativo, ma nel suo gioco posizionale e nel suo stile generale, poichè nella maggioranza delle partite dei suoi grandi match Morphy vinse in maniera semplice e diretta, ed è in questo potere semplice e logico che consiste la vera bellezza del suo gioco”. Con il suo irrompere nella scena scacchistica, è completamente cambiato il modo di giocare; Morphy può essere considerato il ponte tra l'epoca antica e quella moderna degli scacchi, il passaggio dall'idea romantica del gioco alla scuola posizionale. Fu lui che per primo analizzò le differenze tra posizioni chiuse ed aperte e formulò un primo concetto di centro, sottolineando l'importanza dello sviluppo delle proprie forze verso questa zona della scacchiera. Morphy sosteneva che nella fase iniziale della partita bisogna portare in gioco il più velocemente possibile i propri pezzi in modo tale da poter raggiungere una posizione comoda e solo in seguito pensare ad un piano d'attacco. Imparò il gioco dal padre e da uno zio. La sua grandezza fu subito percepita quando nel 1857 vinse con gioco brillantissimo a New York il torneo del primo congresso americano. Terminato il torneo sfidò tutti i giocatori americani dando il vantaggio della mossa e di un pedone. Il solo giocatore che accettò la sfida, Charles Stanley, fu sbaragliato. La consacrazione a grande campione avvenne nel 1858 quando venne in Europa per sfidare l'inglese Howard Staunton, ritenuto allora il più forte giocatore del mondo. Staunton ricorrendo a mille scuse evitò l'incontro. Morphy sfidò allora gli altri più forti giocatori europei che immancabilmente sconfisse. Il match più atteso era indubbiamente quello con Adolf Anderssen; questi infatti era ritenuto il più forte giocatore del mondo avendo sconfitto Howard Staunton. Entrambi i giocatori erano di altissimo livello ma Morphy si dimostrò nettamente superiore schiacciando il rivale vincendo 7 partite, pattandone 2 e perdendo solo 2 incontri. Quando ripartì da Liverpool per l'america venne considerato unanimemente come il primo campione del mondo di scacchi, titolo non ancora istituito. Improvvisamente, senza un particolare motivo, non giocò più a scacchi tranne che in forma amichevole con l'amico Maurian. Crollò psichicamente quando una ragazza ricca rispose alla sua proposta di matrimonio dicendo che non intendeva sposare un semplice “giocatore di scacchi”. Negli ultimi anni della sua breve vita, in preda a gravi depressioni e disturbi psichici, raccontava di essersi battuto con Dio e di averlo vinto divenendo così immortale. Purtroppo non fu così e si spense il 10 luglio 1884 nella sua vasca da bagno stroncato da una congestione cerebrale. La sua tecnica è tuttora ricordata come una delle più brillanti nella storia di questo gioco. Morphy era solito sacrificare pezzi per riuscire a rompere le posizioni dell'avversario senza ottenerne un immediato vantaggio; questo disorientava gli avversari che andavano in vantaggio per poi vedere la loro situazione rovesciarsi categoricamente e perdere. Questa brillantezza e fantasia di sue tante indimenticabili partite e la facilità con cui riusciva a rovesciare le sorti dell’incontro che sembrava ormai compromesso, mi ha sempre colpito ed ha contribuito sicuramente a far appassionare molte persone al più bel gioco del mondo.
MARCO CARLI
Paul Morphy all'epoca del viaggio in Europa

PAUL MORPHY: L'ARTE DELLA SEMPLICITA'
Tre cose troverai ovunque: una donna, una spada, una scacchiera
(Proverbio medioevale)
Associazione dilettantistica